25 Marzo 2011

fa una cosa a mio modo..

FISICO  Eureca, eureca.

METAFISICO  Che è? Che hai trovato?

FISICO  L'arte di vivere lungamente.

METAFISICO  E cotesto libro che porti?

FISICO  Qui la dichiaro: e per questa invenzione, se gli altri vivranno lungo tempo, io vivrò per lo meno in eterno; voglio dire che ne acquisterò gloria immortale.

METAFISICO  Fa una cosa a mio modo. Trova una cassettina di piombo, chiudivi cotesto libro, sotterrala, e prima di morire ricordati di lasciar detto il luogo, acciocché vi si possa andare, e cavare il libro, quando sarà trovata l'arte di vivere felicemente.

 

Dialogo di un Fisico e di un Metafisico, G. Leopardi

 
18 Marzo 2011

repetita iuvant

giusto per..

le ENERGIE RINNOVABILI non sono sinonimo di 'energie naturali', ma sono quelle forme energetiche in grado di autorigenerarsi in tempi brevi (come il vento per dirne una) non andando così ad esaurirsi per le generazioni future 

il sole si esaurirà quando si spegnerà, ma fra 5 miliardi di anni, quindi rispetto ai tempi dell'uomo può tranquillamente considerarsi rinnovabile (insomma, non possiamo consumare il sole neanche con tutto l'impegno possibile)

il petrolio è naturale, ma i suoi tempi di formazione sono infinitamente più lunghi rispetto alla velocità con cui lo consumiamo e quindi non è considerata una fonte energetica rinnovabile. come non lo è l'isotopo 235 dell'Uranio che è alla base della maggior parte dell'energia nucleare 

(e sì, io so cos'è un isotopo)

 

le ENERGIE SOSTENIBILI si basano spesso su quelle rinnovabili ma il concetto di sviluppo sostenibile è più ampio e riguarda non solo la fonte energetica (se parliamo di energia perchè lo sviluppo sostenibile può riguardare molti altri campi) ma anche il modo in cui viene utilizzata e lo smaltimento dei sottoprodotti (tossici e non)

 

spero di essere stata chiara..

 
16 Marzo 2011

sogni o bisogni?

eccomi,

vorrei scrivere qualcosa di più intrigante e ricercato, ma alla fine il punto qui è solo uno:

ho passato gli ultimi mesi (da novembre più o meno) a stressarmi come mai avevo fatto,

a studiare/scrivere/laboratorio tutti i giorni, sette su sette, preparare esami difficili e rimanere concentrata 

non farsi abbattere e reprimere i sentimenti per situazioni esterne e avverse che, ovviamente, cadevano in concomitanza ad ogni scadenza importante

rimanere a scrivere dalla mattina a notte inoltrata anche di venerdì-sabato-domenica

 

conosco molte persone che tengono ritmi serrati anche più a lungo, ma non io

io mi sono scoperta, non avrei puntanto su di me che ho sempre messo me e la mia vita davanti ai doveri, 

di solito non costringo a tacere le mie emozioni, non ci riesco, perchè ho degli impegni da rispettare, ho pensato molte volte 'ma va là! non posso farcela, vado a giugno e amen'

comunque ce l'ho fatta, mi sono laureata in corso alla magistrale ed anche in maniera più che dignitosa senza dare in cinque anni un'euro in più all'alma mater studiorum, ecco. tatan! ma sono io???!!!!

 

in realtà non sono ancora convinta di aver fatto bene, che tutto lo stress e i pessimi momenti passati ne valessero poi così la pena, 

ma di certo ora sono nel più totale relax, fancazzismo e vacanza e tutto questo col pieno appagamento di sapere che ho fatto tutto quello che dovevo e che nessuno può venire a recriminarmi niente

 

e visto che ormai questo post è sull'onda della banalità vorrei anche aggiungere che il giorno della laurea è stato spettacolare! (nonostante abbia finito le ultime correzioni alla presentazione power point la notte stessa)

c'era il sole e 16°, i treni sono stati puntuali sia all'andata che al ritorno, ho avuto un compagno fantastico che mi ha accompagnata dalla mattina e stupito per tutta la giornata riempendomi il cuore

poi in gruppo sono arrivati i miei e i miei fratelli, insieme alle mie tre amiche e il mio correlatore è venuto apposta dalla svizzera, si completava il gruppo con due compagni del liceo e due di università

incredibilmente non ero agitata, insomma non troppo, e la discussione è andata benissimo

e poi poco casino, poca 'baracca', un aperitivo di nicchia fra questo piccolo coacervo di persone che nulla c'entravano le une con le altre ma per tutto il giorno hanno formato e riformato piccoli fulcri di conversazione su qualsiasi argomento

 

sì, è il racconto non originale di una giornata che ognuno si vive a modo suo

quello che volevo trasmettere, quello che non è banale, o almeno non lo è per me assolutamente, è quella sensazione di benessere

dopo mesi a relazionarmi con computer, libri, articoli e prof ho visto quello che col tempo ho costruito quasi involontariamente

la mia famiglia è splendida, sono stata fortunata.. è folcoristica e pittoresca con metodi educativi indubbiamente opinabili, ma doverci in un qualche modo dare le responsabilità da soli e ai miei ci ha fatto crescere tutti insieme

le mie amiche, dopo una vita di problemi a relazionarmi con le ragazze ora ne ho tre stabili, le mie ragazze.. me le sono sudate e non riesco mai a darle per scontate

i miei fratelli, i miei amici, i miei compagni.. 

amicizie costruite nel tempo ma anche rapporti nati da un azzardo, l'insieme funzionava come un perfetto ingranaggio oliato anche se tutto era in realtà improvvisato 

 

sarà il completo stacco fra quella giornata e quelle state fino al giorno prima ad avere enfatizzato l'effetto e abbattuto il mio cinismo

in ogni caso mi sono sentita (e mi sento), una delle persone più fortunate della terra

manca ancora quel senso di appartenenza, ma ho una rete di sicurezza che mi fa sperare..

e soprattutto, se alla fine la matta sono io, beh.. contenta di esserlo..

 

"Per qualche tempo ho maneggiato fogli 
ho fatto anche il cantastorie 
i tuoi sogni chiusi in quel cassetto che 
schemi e doveri rendono inaccessibile 

Ma dimmi tu se potrò mai 
capire tutto il resto 
io proprio non riesco 
più volte mi son chiesto ma sogno o son desto? 

sogni o bisogni? 
sogni" 



beh, di originale c'è che, delle persone coinvolte, questo blog non lo legge nessuno....

 
27 Gennaio 2011

che gioco fai con me?

Guarda attorno tu mi puoi trovare qui.
Passo molto tempo a ricordare,
a giocare coi cervelli. Si!
Penso sorridendo alla tua fuga, 
trovo nello specchio qualche ruga;
qualche ruga, i capelli. Si!

So che tu vorresti pilotarmi, manovrarmi,
essere il mio capo.
Dai, che gioco fai con me?
A te piacerebbe che io fossi 
una comparsa nuova nel tuo show.
Io, attore come te.


Non ti piace il mio strano futuro,
spari soddisfatta il tuo siluro;
di sicuro stai vincendo tu.

Hai paura di quello che ancora so,
non citarmi ogni momento il tuo Rimbaud.

Forse un po' ti stai vendendo. Tu!.

E preferirei vederti fare lo striptease 
nuda dentro a un night,
con la tua mediocrità.
E vorrei timbrarti dolcemente
sulla schiena col mio copyright;
mia sola proprietà.

Studia la parte, ma non sai più
dove finisce il film e sei già tu,
dove finisce il film e sei già tu.
Il tuo sguardo finge, ma non dice

ciò che aveva giudicato Nice.
Nice? Si, è la donna. Tu!

Io vorrei ancora pilotarti, manovrarti,
ancora ancora
pilotarti manovrarti,
ancora ancora
essere il tuo capo.
tu, senza meschinità.

Voglio rivederti recitare
 
quella parte scritta nel mio show; 
mia sola proprietà.

Ora si gira, ma non lo so
se per davvero un giorno 
io ti avrò,
se per davvero un giorno
io ti avrò.



Decibel, "Il mio show"

 
26 Gennaio 2011

dai..

è come quando sei piccolo che vedi quelle donne mezze nude al bordo della strada e i tuoi genitori ti dicono che stanno aspettando che i mariti passino a prenderle..

ma in fondo, come dice Ascanio Celestini, il popolo è un bambino e quindi potrebbe anche crederci..

 

 

 
06 Gennaio 2011

dammi cinque minuti..

Vorrei conoscer l'odore del tuo paese, 
camminare di casa nel tuo giardino, 
respirare nell' aria sale e maggese, 
gli aromi della tua salvia e del rosmarino. 
Vorrei che tutti gli anziani mi salutassero 
parlando con me del tempo e dei giorni andati, 
vorrei che gli amici tuoi tutti mi parlassero, 
come se amici fossimo sempre stati. 
Vorrei incontrare le pietre, le strade, gli usci 
e i ciuffi di parietaria attaccati ai muri, 
le strisce delle lumache nei loro gusci, 
capire tutti gli sguardi dietro agli scuri 

e lo vorrei 
perchè non sono quando non ci sei 
e resto solo coi pensieri miei ed io... 

Vorrei con te da solo sempre viaggiare, 
scoprire quello che intorno c'è da scoprire 
per raccontarti e poi farmi raccontare 
il senso d' un rabbuiarsi e del tuo gioire; 
vorrei tornare nei posti dove son stato, 
spiegarti di quanto tutto sia poi diverso 
e per farmi da te spiegare cos'è cambiato 
e quale sapore nuovo abbia l' universo. 
Vedere di nuovo Istanbul o Barcellona 
o il mare di una remota spiaggia cubana 
o un greppe dell' Appennino dove risuona 
fra gli alberi un' usata e semplice tramontana 

e lo vorrei 
perchè non sono quando non ci sei 
e resto solo coi pensieri miei ed io... 

Vorrei restare per sempre in un posto solo 
per ascoltare il suono del tuo parlare 
e guardare stupito il lancio, la grazia, il volo 
impliciti dentro al semplice tuo camminare 
e restare in silenzio al suono della tua voce 
o parlare, parlare, parlare, parlarmi addosso 
dimenticando il tempo troppo veloce 
o nascondere in due sciocchezze che son commosso. 
Vorrei cantare il canto delle tue mani, 
giocare con te un eterno gioco proibito 
che l' oggi restasse oggi senza domani 
o domani potesse tendere all' infinito 

e lo vorrei 
perchè non sono quando non ci sei 
e resto solo coi pensieri miei ed io...



Guccini

 
05 Gennaio 2011

divulghiamo

La prossima settimana la Corte costituzionale deciderà se Berlusconi potrà ottenere l'immunità dai processi fintanto che avrà un incarico di governo: la prova del nove per la nostra democrazia.


Attualmente imputato per corruzione giudiziaria, falso in bilancio e frode fiscale, il Presidente insieme ai suoi alleati sta esercitando una pressione enorme sui membri della Corte, fino ad arrivare a minacciarli, nel tentativo vergognoso d'influenzare la sentenza e di garantire così che la decisione lo metta al di sopra della legge.

Questo è un assalto sfrontato al caposaldo della nostra democrazia: la separazione fra i poteri giudiziario, legislativo ed esecutivo. Un enorme grido pubblico in sostegno della Corte costituzionale e della sua autonomia potrebbe respingere l'eccessiva intromissione della politica e garantire che la Corte costituzionale implementi lo stato di diritto. Costruiamo la più grande petizione on-line della storia italiana per proteggere la nostra democrazia:

http://www.avaaz.org/it/in_difesa_dei_giudici

Negli ultimi anni indagini e processi hanno screditato una grossa parte della classe politica, immischiata in affari di mafia, appalti truccati ed episodi di corruzione. I politici coinvolti si sono chiusi a riccio, promulgando leggi ad personam per evitare i processi e votando contro l'autorizzazione a procedere all'arresto dei parlamentari colpevoli.

Nel disperato tentativo di silenziare o ottenere sentenze favorevoli, gli stessi politici indagati o condannati hanno addirittura avviato una pericolosa propaganda contro i giudici, minacciando di avviare commissioni d'inchiesta sul loro lavoro, accusandoli di essere politicamente schierati e addirittura ipotizzando la loro insanità mentale. 

Berlusconi, attualmente imputato in 3 processi, sta tentando nuovamente di ottenere l'immunità per essere al di sopra della legge. La Corte costituzionale, dopo aver bocciato due tentativi simili in passato, dovrà decidere sulla legittimità di una legge controversa che garantirebbe l'immunità di fatto al Presidente del Consiglio e a tutti i ministri. E la pressione sulla Corte sta raggiungendo il punto di ebollizione.

In questa guerra del potere esecutivo contro quello giudiziario, la vittima sacrificale è la salute della nostra democrazia. Costruiamo una petizione enorme per proteggere i giudici dagli attacchi dei politici in malafede, e difendiamo con forza la loro indipendenza dalle pressioni politiche!

 

 
22 Dicembre 2010

"Meno male che si soffre poco quando la testa salta via"

 

" 'Meno male che si soffre poco' osservò 'quando la testa salta via.'

'Sapete che cosa?' riprese con calore il principe. 'Voi avete fatto un'osservazione che fanno tutti e proprio allo stesso modo; per questo è stata inventata quella macchina, la ghigliottina. Ma a me allora viene in mente un pensiero: e se fosse ancora peggiore?' La cosa vi sembra ridicola, vi sembra bizzarra, ma con un po' di immaginazione può balzare in testa anche questo pensiero. Pensate, per esempio, alla tortura; ci sono sofferenze e ferite, finché non si muore. Ora, può darsi che il supplizio più grande e più forte non stia nelle ferite, ma nel sapere con certezza che, ecco, tra un'ora, poi tra dieci minuti, poi tra mezzo minuto, poi adesso, ecco, in quest'istante, l'anima volerà via dal corpo e tu non esisterai più come uomo, e questo ormai con certezza; l'essenziale è questa certezza

Ecco, quando metti la testa sotto la mannaia e senti questa che scivola sopra il tuo capo, ecco, è il quarto di secondo più terribile fra tutti. E sapete che questa non è una mia fantasia, ma che molti l'hanno detto? Io ne sono così convinto, che vi dirò schiettamente la mia opinione. La punizione di uccidere chi ha ucciso è incomparabilmente più grande del delitto stesso. L'omicidio in base a sentenza è incomparabilmente più atroce che non l'omicidio del malfattore. Colui che viene ucciso dai briganti è sgozzato di notte, in un bosco, o altrimenti, e di certo spera ancora, fino all'ultimo istante, di salvarsi. Ci sono esempi di persone che avevano già la gola tagliata, eppure speravano ancora, o fuggivano, o supplicavano, Ma qui, questa estrema speranza, che rende la morte dieci volte più lieve, te la si toglie con certezza; qui c'è una sentenza e nel fatto che di sicuro non potrai sfuggire sta tutto l'orrore del tormento, e un tormento più forte non esiste al mondo. Voi potete condurre un soldato e collocarlo di fronte alla bocca di un cannone da combattimento e sparargli addosso, e lui continuerà a sperare, ma leggete a questo stesso soldato la sentenza che lo condanna con certezza, e quello impazzirà o si metterà a piangere. Chi ha mai detto che la natura umana è capace di sopportare una tal cosa senza impazzire? Perché un simile oltraggio, mostruoso, inutile e vano? Ma forse esiste anche un uomo al quale fu letta la sentenza, al quale fu dato il tempo di torturarsi, per poi dirgli "Va', tu sei graziato". Ecco, forse un uomo simile potrebbe raccontare quel che si prova. Anche il Cristo ha parlato di questa tortura e di questo orrore. No, non si può agire così con un uomo!"

 

L'idiota, F. M. Dostoevskij

 
11 Dicembre 2010

Pensare senza comunicare ad altri il proprio pensiero non procura nessuna attrattiva.

"Colui che viene governato, ingannato, sfruttato, prostituito, ferisce in primo luogo il nostro sentimento di uguaglianza. Ed è in nome di esso che non vogliamo più né prostitute, né sfruttati, né ingannati, né governati. Ci si obietterà "Ma se la pensate così, con quale diritto farete uso della forza, qualunque sia la circostanza? Con che diritto punterete i cannoni contro i barbari o contro i civili che invadono il vostro paese? Con che diritto caccerete lo sfruttatore? Con che diritto ucciderete non tanto un tiranno, quanto una semplice vipera?" Con quale diritto? Ma cosa intendete con questa parola barocca, presa a prestito dalla legge? Mi state chiedendo se mi sentirei nel giusto avendo agito in tale modo? Se coloro che io stimo giudicheranno bene quel che ho fatto? Questo volete sapere? In tal caso la risposta è semplice. Sì, certamente! Perché noi chiediamo di essere uccisi, come bestie velenose, qualora ci rendessimo colpevoli di un'invasione nel Tonchino o presso gli Zulù che non ci hanno fatto nulla di male. Noi diciamo ai nostri figli, ai mostri amici: "Uccidimi se mi metto dalla parte degli invasori!". Sì, certamente! Perché noi chiediamo di essere cacciati, se un giorno, rinnegando i nostri princìpi, ci impadronissimo di un'eredità - foss'anche caduta dal cielo*usandola per sfruttare gli altri. Sì, certamente! Perché ogni uomo di cuore chiederebbe di essere ucciso se mai diventasse vipera, e che gli venisse conficcato un pugnale nel cuore nel caso prendesse il posto di un tiranno detronizzato."

La morale anarchica, Kropotkin

 
07 Dicembre 2010

chiedere è lecito..

 .. e rispondere è cortesia:

ma nella vita succede mai, anche solo ogni tanto e per sbaglio, di imparare davvero qualcosa?

perchè a me non sembra poi tanto..

 
03 Dicembre 2010

"Se non posso ballare, allora non è la mia rivoluzione"

 "Sei un repubblicano?"

"Repubblicano [...] sì. Ma non significa nulla. Res publica, la cosa pubblica. Chiunque si interessi alla cosa pubblica può definirsi repubblicano. Anche i re sono repubblicani."

"Bene! Quindi sei un democratico?"
"No."
"Cosa? Forse un monarchico?"
"No."
"Costituzionalista?"
"Dio non voglia!"
"Vorresti una forma di governo mista?"
"Meno che mai..."
"E allora cosa sei?"
"Un anarchico..."
"Ah, [...] capisco. Sei ironico."

"Assolutamente no. Ti sto dando la mia seria e ponderata professione di fede. Sebbene un fervente sostenitore dell'ordine, io sono - nel più forte significato del termine - un anarchico." »

Pierre-Joseph Proudhon

 
16 Novembre 2010

tiro un sasso controvento, ma è già qui che mi rimbalza pochi metri accanto..

 

sì, ormai questo blog è una raccolta di canzoni o di parole altrui, ma che ci posso fare se qualcuno le ha già dette meglio di me certe cose?

 

Questo mondo
corre come un aeroplano
e mi appare
più sfumato e più lontano.
Per fermarlo
tiro un sasso controvento
ma è già qui che mi rimbalza
pochi metri accanto.

Questo è un mondo
che ti logora di dentro
ma non vedo
come fare ad essere contro.
Non mi arrendo
ma per essere sincero
io non trovo proprio niente
che assomigli al vero.


Il tutto è falso
il falso è tutto.

E allora siamo un po' preoccupati
per i nostri figli
ci spaventano i loro silenzi
i nostri sbagli.
L'importante è insegnare quei valori
che sembrano perduti
con il rischio di creare nuovi disperati.

Il tutto è falso
il falso è tutto.

Non a caso la nostra coscienza
ci sembra inadeguata
quest'assalto di tecnologia
ci ha sconvolto la vita.
Forse un uomo che allena la mente
sarebbe già pronto
ma a guardarlo di dentro
è rimasto all'ottocento.

Il tutto è falso
il falso è tutto.

Io
che non riesco più a giudicare
non so neanche che cosa dire
della mia solitudine.

Guardo
con il mio telecomando
e mi trovo in mezzo al mondo
e alla sua ambiguità.

C'è qualcuno che pensa
di affrontare qualsiasi male
con la forza innovatrice
di uno Stato liberale.
Che il mercato risolva da solo
tutte le miserie
e che le multinazionali siano necessarie.

Il tutto è falso
il falso è tutto.

Ma noi siamo talmente toccati
da chi sta soffrendo
ci fa orrore la fame, la guerra
le ingiustizie del mondo.
Com'è bello occuparsi dei dolori
di tanta, tanta gente
dal momento che in fondo
non ce ne frega niente.

Il tutto è falso
il falso è tutto.

Io
che non riesco più a ritrovare
qualche cosa per farmi uscire
dalla mia solitudine.
Cerco
di afferrare un po' il presente
ma se tolgo ciò che è falso
non resta più niente.

Il tutto è falso
il falso è tutto.

Il tutto è falso
il falso è tutto quello che si sente
quello che si dice
il falso è un'illusione che ci piace
il falso è quello che credono tutti
è il racconto mascherato dei fatti
il falso è misterioso
e assai più oscuro
se è mescolato
insieme a un po' di vero
il falso è un trucco
un trucco stupendo
per non farci capire
questo nostro mondo
questo strano mondo
questo assurdo mondo
in cui tutto è falso
il falso è tutto.

G. Gaber

 
14 Novembre 2010

ci vuole un'altra vita...

 

Certe notti per dormire mi metto a leggere, 
e invece avrei bisogno di attimi di silenzio. 
Certe volte anche con te, e sai che ti voglio bene, 
mi arrabbio inutilmente senza una vera ragione. 
Sulle strade al mattino il troppo traffico mi sfianca; 
mi innervosiscono i semafori e gli stop, e la sera ritorno con malesseri speciali. 

Non servono tranquillanti o terapie 
ci vuole un'altra vita. 

Su divani, abbandonati a telecomandi in mano 
storie di sottofondo Dallas e i Ricchi Piangono. 
Sulle strade la terza linea del metrò che avanza, 
e macchine parcheggiate in tripla fila, 
e la sera ritorno con la noia e la stanchezza. 
Non servono più eccitanti o ideologie 
ci vuole un'altra vita. 

F. Battiato

 
11 Novembre 2010

playing with this bow and arrow

I'm so tired of playing
Playing with this bow and arrow
Gonna give my heart away
Leave it to the other girls to play
For I've been a temptress too long


Just...

Give me a reason to love you
Give me a reason to be a woman
I just wanna be a woman

From this time, unchained
We're all looking at a different picture
Through this new frame of mind
A thousand flowers could bloom

Move over and give us some room

Give me a reason to love you
Give me a reason to be a woman
I just wanna be a woman



So don't you stop being a man
Just take a little look from our side when you can
Sow a little tenderness
No matter if you cry

Give me a reason to love you
Give me a reason to be ee, a woman
Its all I wanna be is all woman

For this is the beginning of forever and ever

It's time to move over... 

 
16 Luglio 2010

siamo nati troppo tardi per Dio e troppo presto per gli uomini

(a volte mi chiedo come possa aver espresso così bene ciò che sento, ciò che provo e decenni prima che lo provassi.. in questo momento questo potrebbe essere il manifesto della mia spiritualità, non potrei esprimere meglio il modo in cui 'mi fa male il mondo' e qual è il mio morboso anelito, cosa cerco e cosa vorrei.. solo un senso di appartenenza..

grazie signor G.)

parlato:
Quando mi è capitato di nascere, la maggior parte dei miei simili si era allontanata da Dio. E per colmare questo vuoto aveva scelto come nuovo culto l'umanità con tutti i suoi ideali di libertà e di eguaglianza. Tuttavia non so se per coscienza o per prudenza, non riuscendo ad abbandonare completamente Dio, né ad accettare fino in fondo l'umanità, siamo rimasti come alla deriva del mondo in quella distanza aristocratica da tutti comunemente chiamata decadenza. Insomma siamo nati troppo tardi per Dio e troppo presto per gli uomini.

La grande intesa tra me e l'universo
è sempre stata un mistero
il grande slancio verso la mia patria
non è mai stato vero
il tenero attaccamento al paese natio
mi sembra l'enfasi pietosa di un mio vecchio zio
tutto quello che ho, tutto ciò che mi resta
è solo questa mia famiglia che non mi basta.

Quando non c'è nessuna appartenenza
la mia normale, la mia sola verità
è una gran dose di egoismo
magari un po' attenuato
da un vago amore per l'umanità.

La mia anima è vuota e non è abitata
se non da me stesso
non so bene da quando l'amore per il mondo
mi sembra un paradosso
ma soffrire per gente di cui non si sa l'esistenza
mi sembra il segno un po' preoccupante di qualche carenza
tutto quello che provo è una vana protesta
è solo questa mia coscienza che non mi basta.


Quando non c'è nessuna appartenenza
la mia normale, la mia sola verità
è una parvenza di altruismo
magari compiaciuto
che noi chiamiamo solidarietà.

Ma se guardo il mondo intero
che è solidale e si commuove in coro
i filmati di massacri osceni
con tanti primi piani di mamme e bambini
mi vien da dire che se questo è amore sarebbe molto meglio
non essere buoni.


Se provo a guardare il mondo civile
così sensibile con chi sta male
il cinismo di usare la gente
col gusto più morboso di un corpo straziante
mi vien da urlare che se questo è amore io non amo nessuno
non sento proprio niente.

E invece siamo nati per amare proprio tutti
indiani, russi, americani, schiavi, papi, cani e gatti
è proprio il mondo della grande fratellanza
per nuove suffragette piene d'isteria
o peggio ancora è, quella sporca convenienza
come sempre mascherata dalla grande ipocrisia
la nostra ipocrisia.

Quando non c'è nessuna appartenenza
la mia normale, la mia sola verità
è una gran dose di egoismo
magari un po' attenuata
da un vago amore per l'umanità.

E non ci salva l'idea dell'uguaglianza
né l'altruismo o l'inutile pietà
ma un egoismo antico e sano
di chi non sa nemmeno
che fa del bene a sé e all'umanità.

Un egoismo antico e sano
di chi non sa nemmeno
di fare il bene dell'umanità.

 
23 Giugno 2010

se il conflitto fosse la soluzione ai miei problemi, io sarei sempre in conflitto..

Mi basta essere afflitto da un conflitto interiore 

che mi tiene per ore a pensare al modo migliore di vivere, 

non so se piangere o ridere, troppe vipere, 

fuori conquistatori di terre libere. 

Abili manipolatori d'animi muovono mani di validi umani che unanimi sanno l'abc di come fottere i nemici, 

per il nostro bene come medici, divise come camici, credici, 

sembrano racconti inverosimili, 

jet invisibili, ordigni indegni degli ingegni dell'uomo e dei suoi simili

 e tu che li esalti, cazzo ti esalti? 

Temili, bello, temili, vogliono te quelli li, 

vedi che ti impigli nei discorsi bellici? 

Belli ci siamo rendiamoci conto, o si va tutti al fronte o si fa dietro-front! 


 
20 Giugno 2010

SARAMAGO R.I.P.

La Cosa Berlusconi

Non trovo altro nome con cui chiamarlo. Una cosa pericolosamente simile a un essere umano, una cosa che dà feste, organizza orge e comanda in un paese chiamato Italia. Questa cosa, questa malattia, questo virus minaccia di essere la causa della morte morale del paese di Verdi se un profondo rigurgito non dovesse strapparlo dalla coscienza degli italiani prima che il veleno finisca per corrodergli le vene distruggendo il cuore di una delle più ricche culture europee. I valori fondanti dell’umana convivenza vengono calpestati ogni giorno dalle viscide zampe della cosa Berlusconi che, tra i suoi vari talenti, possiede anche la funambolica abilità di abusare delle parole, stravolgendone l’intenzione e il significato, come nel caso del Polo della Libertà, nome del partito attraverso cui ha raggiunto il potere. L’ho chiamato delinquente e di questo non mi pento. Per ragioni di carattere semantico e sociale che altri potranno spiegare meglio di me, il termine delinquente in Italia possiede una carica più negativa che in qualsiasi altra lingua parlata in Europa. È stato per rendere in modo chiaro ed efficace quello che penso della cosa Berlusconi che ho utilizzato il termine nell’accezione che la lingua di Dante gli ha attribuito nel corso del tempo, nonostante mi sembri molto improbabile che Dante l’abbia mai utilizzato. Delinquenza, nel mio portoghese,  significa, in accordo con i dizionari e la pratica quotidiana della comunicazione, “atto di commettere delitti, disobbedire alle leggi o a dettami morali”. La definizione calza senza fare una piega alla cosa Belusconi, a tal punto che sembra essere più la sua seconda pelle che qualcosa che si indossa per l’occasione. È da tanti anni che la cosa Belusconi commette crimini di variabile ma sempre dimostrata gravità. Al di là di questo, non solo ha disobbedito alle leggi ma, peggio ancora, se ne è costruite altre su misura per salvaguardare i suoi interessi pubblici e privati, di politico, imprenditore e accompagnatore di minorenni, per quanto riguarda i dettami morali invece, non vale neanche la pena parlarne, tutti sanno in Italia e nel mondo che la cosa Belusconi è oramai da molto tempo caduto nella più assoluta abiezione. Questo è il primo ministro italiano, questa è la cosa che il popolo italiano ha eletto due volte affinché gli potesse servire da modello, questo è il cammino verso la rovina a cui stanno trascinando i valori di libertà e dignità di cui erano pregne la musica di Verdi e le gesta di Garibaldi, coloro che fecero dell’Italia del  secolo XIX, durante la lotta per l’unità, una guida spirituale per l’Europa e gli europei. È questo che la cosa Berlusconi vuole buttare nel sacco dell’immondizia della Storia. Gli italiani glielo permetteranno?

Josè Saramago

 
07 Giugno 2010

il tergo vigliaccamente rivolgersi al lume che il fè palese: e, fuggitivo, appelli vil chi lui segue

 

"Illuminismo (Aufklärung) è la liberazione dell'uomo dallo stato volontario di minorità intellettuale. Dico minorità intellettuale, l'incapacità di servirsi dell'intelletto senza la guida d'un altro. Volontaria è questa minorità quando la causa non sta nella mancanza d'intelletto, ma nella mancanza di decisione e di coraggio nel farne uso senza la guida di altri. Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti del tuo proprio intelletto! Questo è il motto dell'illuminismo.

La pigrizia e la viltà sono le cause perché un cosí grande numero di uomini, dopo che la natura li ha da un pezzo dichiarati liberi da direzione straniera (naturaliter majorennes), restano tuttavia volentieri per tutta la vita minorenni; e perché ad altri riesce cosí facile il dichiararsene i tutori. È cosí comodo essere minorenne. Se io ho un libro che ha dell'intelletto per me, un direttore spirituale che ha coscienza per me, un medico che giudica del regime per me e cosí via, io non ho piú alcun sforzo da fare. Se pago, non ho piú bisogno di pensare: c'è chi se ne prende la briga per me. E che la maggior parte dell'umanità (tra cui tutto il bel sesso) tenga la liberazione non solo per incomoda, ma anche pericolosa, è cura dei sopradetti tutori, i quali si sono benignamente assunti la sovrintendenza. Dopo d'aver reso stupido il loro bestiame e d'aver impiegato ogni cura perché questi tranquilli esseri non osino muovere un passo fuori del carruccio da bambini, in cui li hanno chiusi, essi mostrano loro in appresso il pericolo che li minaccia se s'arrischiano a camminare da soli. Certo il pericolo non è grande e dopo qualche capitombolo alla fine imparerebbero a camminare: ma un caso di questo genere li rende timidi e li dissuade generalmente da ogni ulteriore tentativo."


KANT

 

 
05 Giugno 2010

condividiamo, conviviamo, viviamo..

beccatevi questo:
http://firenze.repubblica.it/cronaca/2010/06/05/foto/il_flash_mob_dei_cantanti_lirici_al_mercato_di_sant_ambrogio-4596930/1/

credo sia così che dovrebbe essere, credo che ci vorrebbero meno leggi e più iniziative, credo che le nostre vite non dovrebbero essere finalizzate solo a produrre e che il benessere non sia quello economico, anzi!

credo che sia proprio esprimendosi senza bisogno di vincere qualcosa, ma solo per il gusto di farlo, e donare agli altri un po' di sè che davvero si arriva ad un totale appagamento personale,

senza bisogno di sponsor o pubblicità..

so che è stata solo un 'banale' flash mob, ma so anche che quei cantanti lirici in incognito lo hanno fatto solo per passione e divertimento..

..e questo è sempre e comunque meraviglioso..

 
29 Maggio 2010

Io per me, se c’avessi la forza e l’arroganza direi che sono diversa e quasi certamente sola..

Mi ricordo la mia meraviglia e forse l'allegria
di guardare a quei pochi che rifiutavano tutto
mi ricordo certi atteggiamenti e certe facce giuste
che si univano come un'ondata che rifiuta e che resiste.

Ora il mondo è pieno di queste facce, è veramente troppo pieno
e questo scambio di emozioni, di barbe, di baffi e di kimoni
non fa più male a nessuno.

Quando è moda è moda, quando è moda è moda.
Quando è moda è moda, quando è moda è moda.

Non so che cosa è successo a queste facce, a questa gente
se sia solo un fatto estetico o qualche cosa di più importante
se sia mio ripensamento o la mia mancanza di entusiasmo
ma mi sembrano già facce da rotocalchi o da ente del turismo.

Quando è moda è moda, quando è moda è moda.

E visti alla distanza non siete poi tanto diversi
dai piccolo borghesi che offrono champagne e fanno i generosi

che sanno divertirsi e fanno la fortuna e la vergogna
dei litorali più sperduti e delle grandi spiagge della Sardegna.

Quando è moda è moda, quando è moda è moda.

E anche se è diverso il vostro grado di coscienza
quando è moda è moda, non c'è nessuna differenza

tra quella del playboy più sorpassato e più reazionario
a quella sublimata di fare "la comune" o un consultorio.

Quando è moda è moda, quando è moda è moda.

Io per me, se c’avessi la forza e l’arroganza
direi che sono diverso e quasi certamente solo
direi che non riesco a sopportare le vecchie assurde istituzioni
e le vostre manie creative, le vostre innovazioni.


Io sono diverso, io cambio poco, cambio molto lentamente
non riesco a digerire i “corsi accelerati” da Lenin a l’Oriente

e anche nell’amore non riesco a conquistare la vostra leggerezza
non riesco neanche a improvvisare o fare un po’ l’omosessuale tanto per cambiare.

Quando è moda è moda, quando è moda è moda.

E siete anche originali, basta ascoltare qualche vostra frase
piena di nuove parole, sempre più acculturate, sempre più disgustose
che per uno normale, per uno di onesti sentimenti
quando ve le sente in bocca avrebbe una gran voglia che vi saltassero i denti.


Quando è moda è moda, quando è moda è moda.

Io per me, se c’avessi la forza e l’arroganza
direi che non è più tempo di fare mischiamenti
che è il momento di prender le distanze, che non voglio inventarmi più amori
che non voglio più avervi come amici, come interlocutori.

Sono diverso e certamente solo.
Sono diverso perché non sopporto il buon senso comune
ma neanche la retorica del pazzo
non ho nessuna voglia di assurde compressioni
ma nemmeno di liberarmi a cazzo
non voglio velleitarie mescolanze con nessuno
nemmeno più con voi
ma non sopporto neanche la legge dilagante del "fatti i cazzi tuoi!"


Sono diverso, sono polemico e violento
non ho nessun rispetto per la democrazia
e parlo molto male di prostitute e detenuti
da quanto mi fa schifo chi ne fa dei miti
di quelli che mi diranno che sono qualunquista, non me ne frega niente
non sono più compagno, né femministaiolo militante
mi fanno schifo le vostre animazioni, le ricerche popolari e le altre cazzate
e, finalmente, non sopporto le vostre donne liberate
con cui voi discutete democraticamente
sono diverso perché quando è merda è merda
non ha importanza la specificazione...


autisti di piazza, studenti, barbieri, santoni, artisti, operai, gramsciani
cattolici, nani, datori di luci, baristi, troie, ruffiani, paracadutisti, ufologi...


Quando è moda è moda, quando è moda è moda.

 
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